Ristorante Cracco

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Questa serata è stata sicuramente una delle più magiche che abbia mai vissuto!!! Ma non solo per il luogo in cui si è svolta, soprattutto per la modalità.
Mio marito non è mai stato bravo con le sorprese. Ricordo che quando da fidanzati mi faceva un regalo non riusciva a resistere fino al giorno della ricorrenza, e puntualmente mi dava degli indizi più o meno velati  (solitamente meno), sul contenuto del regalo. Sicuramente negli anni è migliorato, ma mai avrei creduto, potesse arrivare a tanto!
Due anni fa, all’avvicinarsi del mio compleanno, mi dice di tenermi libera e di chiedere a mia sorella di restare con i bambini una sera, perché mi avrebbe portato fuori. L’edizione di Masterchef Italia di quell’anno era appena finita, e io speravo vivamente che intendesse portarmi da Cracco per cena. Ma visto che, per quanto mi riguarda ho spesso delle aspettative un po’ troppo alte verso gli altri, che poi puntualmente vengono deluse, ho cercato di non illudermi troppo. Finché è arrivata la dichiarazione ufficiale di mio marito a stroncare i miei sogni di gloria :” Vestiti in abito da sera perché andiamo alla Scala a guardare uno spettacolo di danza”!!!!
Uno spettacolo di danza……bello per carità, e volendo guardare la buona volontà, anche più di quanto potessi aspettarmi da lui, visto che la danza non è proprio….tra le sue attitudini, per usare un’eufemismo. Però ci stava, cominciava a rientrare nel suo standard comportamentale: mi aveva fatto una sorpresa più grande di lui e non era riuscito a mantenere il segreto fino alla fine, spifferando tutto.
Così arriva la fatidica serata! I bambini sistemati, io messa in tiro ( nei limiti del possibile ), foto ricordo e poi pronti ad uscire, direzione Milano. Credo che quelli siano stati i 40 km più lunghi della mia vita! Durante il tragitto mi forzavo di non pensare a Cracco ma di immaginarmi il bellissimo spettacolo cui avremmo assistito. Finché mio marito, con un secchio di gelide parole, spegne anche il mio più labile barlume di speranza dicendo: ” cosa dici, ci fermiamo a mangiare qualcosa al volo, prima o dopo lo spettacolo?”…….Devo averlo guardato con la faccia della delusione più profonda, così…….optiamo per il dopo. Arriviamo in centro Milano, parcheggiamo l’auto in una stradina che mi dice essere alle spalle della Scala, mentre invece, svoltato l’angolo mi ritrovo sulla sinistra una porta vetro e un’insegna non troppo evidente dalla quale una luce soave emette la scritta “Cracco”!
Ecco questo è l’ultimo ricordo lucido che ho di quella serata, da qui in avanti tutto diventa ovattato, come in un sogno. Credo di aver avuto un’unica espressione facciale per tutta la cena: un sorriso lungo da un’orecchio all’altro e due occhi scintillanti di gioia e ancora un po’, di incredulità. Inutile dire che è stato tutto perfetto, il servizio, le coccole, ma soprattutto un’esperienza gustativa che ad oggi ( pur avendo provato da allora altri ristoranti stellati), nessuno è ancora riuscito ad eguagliare!
A fine serata mi faccio coraggio, e chiedo al mètre se per caso Chef Cracco è presente (essendo un giovedì sera non lo davo tanto per scontato) e se è possibile incontrarlo. Mi viene risposto che “naturalmente” Chef Cracco è presente, e che è sempre il primo ad arrivare in ristorante e l’ultimo ad andar via……..e da questa affermazione credo si evinca tutto della persona.
Veniamo accompagnati in cucina, c’è da aspettare qualche minuto, una coppia prima di noi sta salutando lo Chef, e io mi chiedo che amore e abnegazione ci voglia per il proprio lavoro, per continuare a dimostrare tanta cortesia e disponibilità anche quando ormai, si è diventati lo Chef più famoso d’Italia.
Arriva il nostro turno, e quando lo vedo capisco tutto. Era passata la mezzanotte e lui era lì, al pass della sua cucina, con la sua bella giacca da Chef bianca, e l’espressione stanca ma beata di chi vive del lavoro che ama. Mi ha trasmesso subito una grande calma, in quel momento l’ho ringraziato per la sua disponibilità dicendogli che quasi non speravo di trovarlo lì, e lui ha risposto pacifico che “quello era il suo lavoro e dove altro sarebbe dovuto essere se non lì?”
So che questa non può definirsi una recensione, e non vuole esserlo. Ma non potevo non condividere con chi ama la cucina come me, un momento così bello! Anche se non ricordo i nomi dei piatti, anche se ne ho fotografato solo una minima parte, spero di avervi trasmesso un po’ delle emozioni che ho provato io quella sera, perché era questo che voleva essere questo racconto: non un ricordo culinario ma un ricordo emozionale (sempre ammesso che le due cose siano scindibili). Un momento che grazie a mio marito ho potuto vivere e che lui ha contribuito a rendere ancora più magico e sorprendente………e poi in fondo per la recensione dettagliata c’è sempre tempo…….arriverà ancora il mio compleanno no?

 

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